Blog · 30 ottobre 2026
Editoriale di Ottobre
Editoriale di Ottobre | E se il Futuro del Cinema Fosse Verticale?
Facciamo un piccolo esperimento mentale. Guardatevi intorno, o semplicemente osservate voi stessi in questo momento: come state tenendo in mano il vostro smartphone? In verticale, quasi certamente.
Siamo nell'era della verticalità nativa. I social media, da Instagram a TikTok fino ai Reel di YouTube, hanno educato — o meglio, riprogrammato — i nostri occhi e i nostri pollici ad assumere il formato 9:16 come standard quotidiano di visione.
Abbiamo iniziato con gli scatti amatoriali, poi siamo passati ai video brevi, per arrivare oggi a produzioni web curate nei minimi dettagli, ma pur sempre modellate sul perimetro stretto e lungo di uno schermo portatile.E allora la domanda sorge spontanea, quasi come una provocazione che punge l'anima di chi ama la composizione visiva: è davvero ipotizzabile un futuro in cui anche il Cinema e la Televisione abbandoneranno il widescreen per diventare verticali?
La Fisica del Nostro Sguardo: Un Limite Biologico o un'Abitudine Culturale?
Per capire se questo dubbio futuristico possa trasformarsi in realtà, bisogna fare un passo indietro e guardare alla biologia umana.
Il nostro campo visivo binoculare si estende per natura in senso orizzontale. Gli occhi umani sono disposti affiancati, offrendoci una visione panoramica di circa 180^\circ$ sull'asse orizzontale e sensibilmente ridotta su quello verticale. Il cinema classico, dalla nascita dell'Accademia (1.37:1) al Panavision fino all'IMAX, non ha fatto altro che assecondare la nostra fisiologia: l'orizzonte è dove risiede il nostro mondo.
L'orientamento verticale 9:16, d'altra parte, nasce da un'esigenza puramente ergonomica e meccanica: è il modo più naturale e saldo per impugnare un dispositivo con una sola mano.
La vera questione è: può l'abitudine tecnologica di pochi decenni sovvertire centinaia di migliaia di anni di evoluzione visiva?
Dalle "Pareti Attrezzate" ai Monitor Ruotabili: La TV Cambierà Forma?
Sui social e nel marketing visivo l'impatto è già evidente. Gli spot pubblicitari vengono ormai girati pensando primariamente al taglio verticale, lasciando l'orizzontale come "scarto" o adattamento secondario. Ma cosa succederebbe all'interno delle nostre case?Possiamo davvero immaginare il salotto del futuro dominato da un televisore sviluppato in altezza invece che in larghezza?
Il limite architettonico: Le pareti attrezzate dei nostri soggiorni, i mobili TV e il design d'interni sono storicamente progettati attorno a linee orizzontali. Un pannello da 65 pollici installato in verticale stravolgerebbe la percezione degli spazi domestici.
I display orientabili: Più che una sostituzione totale, una via di mezzo è già tra noi. Esistono già schermi e TV dotati di motori interni capaci di ruotare da orizzontale a verticale a seconda del contenuto ricevuto dallo smartphone. La tecnologia sta provando ad accontentare entrambi i mondi.
Il Cinema Verticale: Un Nuovo Linguaggio o una Forzatura?
Se parliamo di Cinema con la "C" maiuscola, la sfida si sposta dal supporto al linguaggio visivo e narrativo.
Il formato orizzontale vive di relazioni spaziali tra i soggetti: la profondità di campo, la gestione dell'ambiente circostante, la dinamica tra i personaggi nello stesso fotogramma.
Il formato verticale, al contrario, impone un cambio radicale di sintassi:Pressione sul Soggetto: Il verticalismo isola l'individuo. È perfetto per il ritratto, per l'espressività di un volto o per la figura intera, ma soffre tremendamente quando deve raccontare il contesto, l'ambiente, la maestosità di un paesaggio o l'azione di più persone contemporaneamente.
Geometrie Verticali: L'architettura, la tensione verso l'alto, i dettagli dall'alto verso il basso diventano i veri protagonisti. Il cinema verticale non potrebbe limitarsi a "tagliare" i lati di un'inquadratura; dovrebbe inventare da zero una grammatica registica completamente diversa.
Ci sono già stati esperimenti di cortometraggi e persino lungometraggi girati nativamente in verticale per piattaforme streaming d'avanguardia. Tuttavia, spesso il risultato percepito oscilla tra la sperimentazione artistica e l'esercizio di stile, faticando a restituire quel respiro "epico" che da sempre associamo alla sala cinematografica.